Radical-chic – Il Ritorno.

29 02 2008

Amici, anzi COLLEGHI, stamattina il nostro eroe universitario Radical-chic è tornato all’università per sostenere un esame. Lo dico subito, è andata bene, anche se verrà ricordata dal sottoscritto come la più grossa figura di merda della sua carriera universitaria. Ma tant’è…

Quando arriva il giorno dell’esame, all’esterno dell’ufficio del prof si possono intravedere diverse categorie di persone:

Le Sapientone: Generalmente sono donne, soltanto donne. Sapientoni maschi non se ne sono mai visti, e se sì, saranno stati gay. La sapientone sono lì dalla mattina presto, da quando l’università ha aperto. Anzi, da prima. Mi chiedo sempre, ma come cacchio fanno a entrare prima di tutti? Oggi sono entrato per primo in un’università deserta, arrivo fuori l’aula della prof, e loro erano già là a ripetere. Penso dormano all’interno dell’ateneo, è l’unica spiegazione convincente che sono riuscito a darmi. Ti guardano con fare superiore, come se volessero dirti “tu non vali niente, e il tuo 30 sarà sempre rubato, il mio sempre meritato”. Quando arriva la prof fanno a gara per mettersi prime in lista, con sorrisini e faccettine carine. In realtà tra di loro si odiano, sono più competitive delle iene ridens attorno alla carcassa di uno gnu.

Il Maniaco-compulsivo: si presenta in forma sia maschile che femminile. Sono i pazzi che ripetono in continuazione, seduti negli angoli dei muri. Ciondolano la testa avanti e indietro. Alcune pagine dei libri ormai le sanno a memoria, ma non sono mai sicuri. E continuano a ripetere. Guai se qualcuno dice una parola o un concetto nuovo. Aprono altri tre manuali (due dei quali tu non li hai mai manco visti), e cominciano di nuovo a ripetere e ripetere, cantilenando, e dondolando la testa. A volte si stringono le ginocchia sul petto, e parlano in lingue sconosciute. Fanno paura.

La Depressa: c’è sempre, una sola e depressa. Forse è sempre la stessa ad ogni esame. E’ pallida, ha giramenti di testa. Non ricorda nulla, e se non passa quest’esame sua mamma la rimprovererà veramente tanto. Si siede, chiede un po’ di zucchero. Non ce la può fare. Tutti cercano di tirarla su, che “dai, in fondo è solo un esame.” Lei quasi sviene, e ti fa quasi tenerezza, ti va di starle vicino. Le procuri lo zucchero, le dai un po’ d’acqua, la rassicuri, che tanto “sai, siamo tutti sulla stessa barca.”
Poi entra, prende 30, e allora la mandi a cagare, lei e la sua bustina di zucchero.

I Senza Speranza: come il nome facilmente suggerisce, sono gli elementi che vengono tutti pimpanti e coraggiosi, e man mano che passa il tempo cedono emotivamente, fino a scapparsene a casa. Pochi tentano davvero l’esame, e siccome hanno pochissime speranze, vengono pure bocciati. Qualcuno di loro rimane timidamente fino all’ultimo esame, bloccato nell’eterna empasse se farlo o meno. E quando la prof manda tutti a casa, si sente quasi sollevato. Su, in fondo non se n’è mica andato lui…

I Disperati: la categoria migliore. I disperati (di cui faccio parte orgogliosamente) si riconoscono subito tra di loro. Basta uno sguardo, e capisci che l’ultima ripetizione l’hanno fatta due minuti prima di uscire di casa. Borse e occhiaie fanno bella mostra di se, sotto gli occhiali da sole d’ordinanza. Cercano conforto, propongono il prolungamento (che non verrà dato) e organizzano le migliori tattiche per superare l’esame a culo. Perchè diciamocelo, il disperato l’esame non va a sostenerlo, va a “TENTARLO“. C’è chi se l’è preparato in quattro giorni scarsi (io), chi in due, chi è arrivato dicendo “io due libri me li studio stamattina, mettetemi ultimo”.
Riconoscere i disperati, oltre alle evidenti caratteristiche fisiche(vestiti un po’ alla cazzo, spettinati, e con le palle girate perchè non possono stare sul cesso a cagare leggendo la gazzetta alle dieci di mattina), è semplicissimo: basta guardare la lista degli esaminandi. I disperati sono gli ultimi quattro o cinque.
La metà delle cose la imparano sul momento, cercando di rubare qualche parola ai Maniaci-compulsivi, di circuire le Sapientone  o di aiutare quella cazzo di depressa di merda, che poi prende 30.
Ognuno, davanti alla prof, utilizza i suoi sotterfugi preferiti; Prima di tutto si cerca di fare qualsiasi cosa per capitare con la prof/assistente di turno più buona. Poi ci sono quelli carismatici che riescono a intortare il discorso e a parlare per mezz’ora di nulla, facendo credere chissà cosa. Ci sono i pietosi, quelli che cercano, con storie tristissime di morte e distruzione, di commuovere la prof. E poi ancora i maestri della supercazzola, che approfittano di ogni momento di distrazione per utilizzare il suddetto strumento. Insomma, il Disperato non deve mostrare che lui le cose le sa, deve essere abbastanza bravo a farlo credere. Si assiste a scene degne delle migliori pièce teatrali shakespeariane, dalla commedia, alla tragedia.
In fondo in fondo i disperati sono i peggiori figli di puttana. L’esperienza mi ha insegnato che sono protetti da una buona stella che l’esame glielo fa passare, anche con una prestazione che definire pietosa è poco. Secondo me le Sapientone un poco li invidiano…

Insomma, giornata di successo per Griso universitario radical-chic, anche se oggi c’era il maestro dei Disperati (che era anche un fattanacerta, vedi scorsi episodi di Radical-chic, in giro per il blog) che è riuscito a prendere più di me, e un po’ m’ha fatto incazzare. Però era davvero un mito.

Ma va bene così.

Solo un esame e sono al terzo anno.

 

Alla prossima puntata…