C’è stata anche quest’anno, anche se, diciamolo subito, non è stata delle migliori. Personalmente l’ho vissuta praticamente a sprazzi, passando dai primi dieci giorni tra antibiotici e termometri (febbre a 39 anche quest’anno, come ogni estate che si rispetti), agli ultimissimi giorni che sono sembrati per davvero estivi. Un’estate a cui ci si era approcciati come al solito, pensando che in fondo tutto il divertimento ci fosse dovuto. Un’estate che è stata figlia di una parte finale di stagione (mi riferisco ai mesi di maggio-giugno) non propriamente brillante, che ha visto l’allontanarsi di alcuni di noi. Pensavo che questo periodo tutti assieme avrebbe potuto in qualche maniera farci un po’ riprendere, invece non è accaduto niente di tutto ciò. Un’estate che ho osservato da lontano, come se fossi il narratore di una storia, e non più il protagonista indiscusso.
Eppure le serate belle ci sono state, anche se si contano sulle dita di una mano. Ma è così che vanno le cose, non bisogna lamentarsi proprio. Nel finale c’era chi si scagliava contro Letojanni che non offre più niente. Io invece, molto più modestamente, ritengo che la colpa sia tutta da ricercare nella mentalità che abbiamo avuto per una larga parte di questo mese di agosto, che ci ha portato a far passare le cose, ad aspettare che accadessero, quasi a dire “vabbè, prima passa meglio è…”; con una mentalità del genere è davvero impossibile ridere.
Episodi belli però da ricordare ci sono sempre, come ogni buon mese di agosto che si rispetti.
Le ragazze che vomitavano in continuazione, la nascita del mitico Vomit™, il locale immaginario dove passavamo le nostre serate a suon di minimal house (tum tum tum tum tum tum tum ppììì), il Girasole che è diventato il bronx, il campeggio invaso dalle bestie, dove tutto è come non dovrebbe essere. E poi i personaggi assurdi in ogni dove, il coyote che scorrazzava libero per il paesino, la notte di ferragosto passata a ridere e scherzare con lei (“fra quanto passa?” “fra dieci minuti” e luna piena), gli efori che rompevano i coglioni nei momenti meno opportuni, la piacevole invadenza di Triscari (“non ti muovere, se non ci muoviamo non ci vede”), le paranoie di Rizzo, Luigi e le olimpiadi delle noccioline sulla vespa, il nostro mitico compianto Comandante Geghevè, il cane-tappetino di Elena, Elisa sempre povera e Flavia sempre sclerata, l’invasione del campeggio da parte dei ragazzi di Catania innamorati di Gers(con il mitico MMS dei mostri “ARRIVIAMO!”), il mio amico millepiedi, il capo del Golà che gioca, il concerto delle Vibrazioni e tante tante altre cose…
In fondo, per quanto sia stata sottotono, è pur sempre stata un’estate bella, e quando si ritorna a casa, sotto quella dannata prima galleria della ME-CT, una lacrima fa a botte per cascare giù sul viso, che tu lo voglia o no…
Grazie Letojanni, anche quest’anno, Grazie.
P.S. Nella mia pagina di Flickr qui a lato trovate un po’ di immagini dell’Estate, se volete vedere qualche protagonista all’opera…