Desiderio era un ragazzo di vent’anni, credeva nell’Amore, per quanto questo facesse male. Ipotesi, la sua amata traditrice, la sua donna. Questo è il dialogo tra Desiderio e Ipotesi.
“Vorrei…vorrei che tutto questo non fosse successo sai? Mi piacerebbe non stare male…”
“Hai mai pensato al fatto che forse oggi staresti lo stesso così?”
“Ne sarebbe valsa la pena. Non vivrei con il costante desiderio di sentire un abbraccio, un abbraccio forte…”
“Forse hai soltanto paura della solitudine. Forse il tuo desiderare non è altro che una forma di difesa da una realtà che non riesci più a sopportare bene…”
“Chi può saperlo. So solo che ci sono cose che vorrei dire, persone che vorrei vedere, sorrisi che vorrei riassaporare. Ma so che non posso più. Forse sbaglio a desiderare, è questo che vuoi dirmi? E’ nella mia natura.”
“La natura di qualcuno, che esso sia un pensiero o una cosa concreta, è qualcosa di labile, di non definito. E se invece fossimo davvero padroni del nostro destino? Per un attimo, proviamo a concentrarci su questo.”
“Se io fossi padrone del mio destino smetterei di desiderare. Smetterei di sentire il bisogno di gridare certe cose al mondo, cose che continuano a rimanermi strozzate in gola. E la mia natura fa il resto.”
“Prova per un attimo ad agire di conseguenza. Rapportati alla realtà di adesso, al concreto. E magari chissà, domani potresti ritornare a sorridere, anche per un attimo, come dici sempre…”
“Non desidero la felicità. Mi mancano un sacco di cose, di persone, di sensazioni. E non riesco ad esprimerlo, se non desiderando. Desiderando fino a farmi sanguinare le meningi…”
“Ma non cambia niente, non riesci a rendertene conto. Desiderare non è, come dicono molti, incentivare gli accadimenti, non credi?”
“Desidererei avere ragione.”
“O forse vorresti avere ragione. Ma forse non saresti più desiderio, saresti Arroganza. E se tu fossi Arroganza?”
“No. Non lo desiderei mai. L’arroganza è una cosa che reputo sbagliata. Sono forse uno stupido sognatore a desiderare sempre…desiderare qualcosa che non si ha. Un Dio una volta non disse che è sbagliato desiderare? Orgoglioso, irrispettoso di regole da altri dettate. Ecco cosa sono.”
“E non è forse essere arroganti?”
“E’ essere me stesso. Tu non desideri mai?”
“Io immagino. Immagino ciò che potrebbe essere. Io studio i “Se”. Se mi fossi comportata così, se mi fossì comportata invece in quest’altra maniera, oggi starei così?”
“Analizzi il passato, e ne fai ragione di vita. Cosa ci differenzia dunque? Desiderare non è forse analizzare il passato e cercare di non far ripetere o far ripetere delle cose?”
“Io agisco di conseguenza, tu agisci d’impulso. Sentimento e ragione? Do you understand?”
“Siamo più uguali di quello che credi. Forse complementari, fratelli divisi alla nascita. Amore e intelletto.”
“Siamo più diversi di quello che credi. Esatti opposti, sconosciuti. Amore e intelletto.”
“E quindi? Chi ha ragione di noi due? Io desidero ancora, nonostante tutto. Desidero ritornare come sono stato, io desidero fare tante cose, ma non ci riesco.”
“Io immagino come sarà fare queste cose, e mi blocco, comunque. E se avessi ragione tu?”
Da lontano videro arrivare un cavallo, con in groppa un uomo, o forse una donna. Certezza il suo nome. Nel suo pugno una spada chiamata Presente fece scempio di Desiderio e Ipotesi, che morirono, abbracciandosi un’ultima volta.




davvero bellissima